Via Montecuccoli

Questa scena, celeberrima, fu girata a via Montecuccoli, al Prenestino. Sono nato al Pigneto e ho passato l’adolescenza, dai nonni, al Palazzone. Talmente grande che eravamo in cinquemila, un paese, più volte ripreso nel film. Davanti al palazzone passarono le truppe di liberazione, nel 1944. Via Montecuccoli sta proprio di fronte a quello che era il nostro terrazzo. Zona altamente popolare, a ridosso del centro, è stata più volte location cinematografica. Ricordo perfettamente, andavo alle elementari, le riprese de “Il ferroviere” di Pietro Germi. E poi il bar di Pasolini in via Fanfulla… Sono tornato per una reunion dopo più di cinquant’anni con gli amici di allora. Faticavamo a riconoscerci ma i ricordi erano forti.

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palazzone

Calma e gesso

Il tifo è fede. Oltretutto in campionati ormai schizofrenici (si gioca ogni due giorni) dove decine di squadre sono divise da un punto e basta una vittoria per ribaltare tutto. Ha detto bene Inzaghi ieri: “Ormai due sconfitte di seguito fanno più rumore di cinque vittorie di seguito”. Allarmarsi certo ma non la vedrei così drammatica. Berisha ieri si è confermato un buon elemento e, mi sbaglierò, ho visto segni di risveglio anche in Luis Alberto. La Lazio ha un impianto di valore e anche una rosa abbastanza lunga per sopportare tanti impegni. Il tifo non è piangere ma imprecare magari contro un imbecille di arbitro che ci ha ridotti in nove, inventandosi l’espulsione di Correa. Adesso siamo in pieno dramma ma la domanda che vi faccio ora è semplice sull’esempio dei lupacchiotti che dall’inferno, distrutti e con l’allenatore in bilico, in quindici giorni si sono ritrovati in paradiso. E se domenica battiamo la Fiorentina concorrente diretta? Fate due conti, guardate la classifica, e sarebbe tutto completamente diverso.

Montagne verdi. E magliette gialle

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Non avrei proprio voglia di fare polemica oggi, ma è pure difficile resistere alla tentazione di rispondere alle solite battute sceme di chi rigira la frittata. A chi fa il verso a Orfini “al suo primo giorno di lavoro”, dimenticando che ….l’evento non si è ancora verificato per Di Maio. Oppure alla sindaca che se ne esce con i rituali slogan elettorali: “In queste ultime ore un noto partito, il Pd, quello che è responsabile del malgoverno degli ultimi 20 anni a Roma, ha deciso finalmente di venire a pulire, chiaramente per il noto principio secondo cui chi sporca pulisce”. Dimenticando che in questi vent’anni c’è stato anche l’impero di Alemanno a cui lei ha attinto a piene mani, farabutti compresi. Un fatto è certo, anzi due: che il degrado di Roma non aveva mai raggiunto questi livelli nell’ultimo mezzo secolo e che comunque l’iniziativa è servita a far smuovere l’Ama, mai così attiva come oggi. E’ la differenza fra le parole e i fatti.

Riflessioni

Se è vero che questa è la seconda stagione della vita, non posso certo lamentarmi. Come peraltro non posso lamentarmi di quella precedente.